ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

mercoledì 18 ottobre 2017

IL NEGAZIONISMO DEI GLOBALISTI di Carlo Formenti

[ 18 ottobre 2017 ]

Andrew Spannaus, giornalista americano attivo in Italia di cui abbiamo potuto apprezzare il pamphlet “perché vince Trump”, torna con un nuovo saggio sul conflitto fra popoli ed élite, “La rivolta degli elettori” (targato Mimesis come il precedente). Il testo affronta in particolare tre temi: le cause del crescente rigetto nei confronti dell’attuale sistema politico ed economico, le sue forme politiche, l’incapacità dei vecchi poteri di affrontarlo.

Le cause sono sotto gli occhi di tutti, a partire dal vertiginoso aumento delle disuguaglianze, effetto dello sforzo di abbassare il costo del lavoro attraverso outsourcing, precarizzazione, tagli salariali, e della finanziarizzazione dell’economia. Due processi che investono l’intero mondo occidentale, e hanno assunto forme esasperate in
Europa dopo Maastricht e l’unificazione monetaria. In Italia la tragedia è iniziata con il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia, che ha causato l’esplosione del debito pubblico, per raggiungere l’acme sotto il governo “tecnico” di Monti il quale, non solo si è impegnato a contribuire nella misura del 18% al fondo salva stati laddove le nostre banche erano esposte al 5% (il che significa che non abbiamo contribuito a salvare i Paesi in difficoltà bensì le banche francesi e tedesche che ne avevano finanziato i debiti), ma è anche è riuscito a far crollare il Pil del 5% fra il 2011 e il 2014 (e la produzione industriale del 10).

Questi scenari hanno innescato, scrive Spannaus, “un’insurrezione della ‘gente normale’ contro le strutture del potere politico e mediatico”. Annunciate dal movimento Occupy Wall Street e dallo slogan “noi il 99%” (contro l’1% dei super ricchi), sono nate dovunque inedite forze “populiste” mentre il sistema ha dovuto subire una serie di choc: dalla Brexit inglese, all’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, alla disfatta di Renzi nel referendum del 4 dicembre 2016 (elenco cui andrebbe aggiunto il recente dimagramento elettorale dei due maggiori partiti tedeschi, che ha certificato lo scontento dei cittadini nei confronti della Grande Coalizione fra Popolari e Socialdemocratici).

Queste forze, pur muovendo da posizioni ideologiche diverse, presentano alcune caratteristiche simili: Trump e Sanders condividono una serie di rivendicazioni (pur attribuendovi pesi diversi: Trump insiste su dazi e investimenti strutturali, Sanders su sanità e istruzione) ma soprattutto lanciano lo stesso messaggio: le élite stanno imbrogliando il popolo americano. Marine Le Pen ha presentato un programma “di sinistra” che Mélenchon potrebbe in parte sottoscrivere, benché i due siano divisi da un abisso sui temi identitari. Del resto, argomenta Spannaus, proteste economiche e rivendicazioni identitarie tendono a marciare insieme e anche i populismi di sinistra annunciano la fine della globalizzazione come marcia inarrestabile e irreversibile verso la scomparsa dei confini, recuperando il tema della sovranità nazionale come base necessaria di democrazia e sovranità popolare.

E la reazione delle élite? Negazionismo puro! Si serrano i ranghi e ci si oppone alle proteste senza ammetterne le ragioni; si professa una fede incrollabile (in barba ai suoi fallimenti) nella religione del libero mercato e del rigore monetario; si bolla l’opposizione come un rigurgito reazionario, ripetendo il mantra che non si può regredire al nazionalismo, al protezionismo, all’industria manifatturiera, alla chiusura dei confini; si condanna la democrazia referendaria perché solo gli esperti sanno affrontare i problemi. Ma soprattutto si evocano le regole del politicamente corretto contro la rozzezza degli avversari senza capire: 1) che la gente considera l’insistenza sui diritti individuali e civili come un modo per non parlare dei problemi reali; 2) che la familiarità di una Clinton con Goldman Sachs pesa di più (negativamente) del machismo di un Trump. Oppure si agitano argomenti retorici sul tipo di quelli mobilitati a sostegno della Ue: l’Europa garantisce la pace; è un baluardo a tutela dei diritti civili, deve unirsi per fronteggiare la concorrenza americana e cinese. Peccato che questi argomenti siano falsi: la pace in Europa c’era già da mezzo secolo, quando è entrato in vigore l’euro (dopodiché i conflitti sono cresciuti piuttosto che diminuiti); l’Europa promuove i diritti civili ma demolisce quelli sociali; l’economia di molti Paesi membri è peggiorata dopo l’unione, per cui è diminuita la loro capacità di competere sul mercato globale.

Sarebbe interessante applicare l’analisi di Spannaus al caso catalano che stiamo vivendo in questi giorni, ma il discorso diverrebbe troppo lungo. Tuttavia qualcosa mi sento di anticipare: quanto succede in Catalogna mette in crisi la “pars costruens” del discorso di Spannaus (che qui ho trascurato). Il giornalista americano pensa, o almeno spera, che prima o poi le élite dovranno cambiare rotta, ammettere l’insostenibilità del processo di globalizzazione, riconoscere le ragioni dei più deboli e restituire agli stati nazione il ruolo di garanti della democrazia. Invece le scelte del governo di Rajoy, sostenute da un’Europa cui gli indipendentisti chiedono inutilmente di svolgere un ruolo di mediazione, non lasciano dubbi: ogni deviazione dalla linea imposta dalle élite globaliste dev’essere punita con la repressione (e con il terrorismo economico: vedi il caso greco). Da questa situazione non si esce con appelli al buon senso e alle riforme, ma solo attraverso un processo rivoluzionario.

* Fonte: Micromega

Continua »

Print Friendly and PDF

martedì 17 ottobre 2017

CATALINISMO, EUROPEISMO E OPEN SOCIETY

[ 17 ottobre 2017 ]

Come andrà a finire la partita tra le autorità spagnole e quelle catalane? Non lo sappiamo, e non lo sanno nemmeno loro, i leader dei due fronti. Quale sia la nostra posizione e perché non condividiamo il secessionismo, e perché abbiamo condannato la repressione spagnola, l'abbiamo detto e scritto a chiare lettere.

Torniamo sopra alla questione per mostrarvi un video, molto ben fatto, potente, ammiccante, struggente. E' un video prodotto dalla più antica associazione politico-culturale indipendentista catalana, la OMNIUM. Presidente attuale della OMNIUM è Jordi Cuixart i Navarro, uno dei due leader catalani accusati di sedizione da Madrid e arrestati questa mattina. Jordi Cuixart i Navarro è un noto industriale, tra i fondatori della confindustria catalana, la FemCat. 
Ma perché segnaliamo questo video clip? Solo per far capire a noi stessi come si fa oggi giorno la comunicazione di massa? No.
Lo pubblichiamo perché esso fa capire quale sia l'ideologia egemone in seno all'indipendentismo catalano (e quindi quali appoggi abbia e quali appoggi invochi). Europeismo conclamato, il Soros-pensiero o della open society... Un indipendentismo farlocco quindi, che nasconde un globalismo ortodosso.



Continua »

Print Friendly and PDF

LA RUSSIA E IL MEDIO ORIENTE di Giuseppe Angiuli*

La storica visita del re dell’Arabia Saudita a Mosca, 5/10/2017
[ 17 ottobre 2017 ]

Il Medio Oriente non è solo un gorgo che sembra inghiottire stati regionali e relative ambizioni egemoniche, nazionalità, culture, sette religiose islamiche. E' il terreno ove le grandi potenze globali si sfidano per esercitare la loro supremazia. Un luogo ad alta complessità geopolitica che non si presta a semplificazioni manichee.
Volentieri pubblichiamo il punto di vista di Giuseppe Angiuli.


* Giuseppe Angiuli fa parte del Coordinamento nazionale della C.L.N.

«Grandi sconvolgimenti in atto in medio oriente. La Russia baricentro dei nuovi equilibri nella regione 


L’intera regione medio orientale è stata interessata, in questi ultimi tempi, da un generale riassestamento degli equilibri geopolitici il cui risultato appare ogni giorno di più coincidere con un’ascesa irreversibile del ruolo della Russia di Putin, ormai protagonista assoluta nella definizione di tutti i più importanti dossier in agenda. 

A tutto ciò sta facendo da contraltare una tendenziale ritirata strategica degli USA dalla regione: a partire dall’avvento dell’Amministrazione Trump, a Washington ha iniziato a delinearsi una nuova strategia che vedrebbe i nordamericani decisamente più interessati alle sorti del far east (estremo oriente) dove essi hanno necessità di lanciare un’offensiva politico-economica alla Cina e per adesso hanno iniziato a colpirla trasversalmente minacciando alcuni regimi politicamente ad essa assai contigui, come la Corea del Nord di Kim Il-sung e il Myanmar (ex Birmania). 

In medio oriente, il protagonismo della Russia ha iniziato a manifestare il suo carattere decisivo a partire da settembre 2015, quando su richiesta del Presidente siriano Bashar al-Assad (incapace di fronteggiare da solo le forze dello Stato islamico), Mosca ha deciso di scendere direttamente in campo nel conflitto siriano. 

L’inedito dispiegamento militare dei russi, unito all’abile tessitura politico-diplomatica architettata dal Ministro degli Esteri del Cremlino Sergej Lavrov, ha reso possibile in breve tempo la nascita di un solido fronte internazionale di forze compattamente ostili allo Stato islamico ed alle altre formazioni di miliziani di ispirazione jihadista. 
Ne è venuto fuori un comando integrato – dominato dalla componente sciita – che ha visto la partecipazione congiunta dei governi dell’Iraq, dell’Iran e della stessa Siria, oltre al movimento politico-militare libanese Hezbollah, il cui apporto è risultato molto significativo sul terreno dello scontro militare all’interno dei confini siriani. 


Dopo la ritirata dei miliziani jihadisti dalla città di Aleppo nel dicembre 2016 e con la più recente conquista della città di Deir Ezzor da parte dell’esercito regolare di Damasco, le sorti del conflitto siriano appaiono ormai definitivamente segnate con la quasi certa sopravvivenza al potere di Bashar al-Assad. 

La svolta sul terreno militare nel conflitto siriano si è accompagnata in questi ultimi tempi ad una lunga serie di clamorose novità e cambi di campo in tutto il medio oriente. 

Alternando il bastone e la carota, Vladimir Putin è riuscito nell’impresa titanica di costringere i più diversi attori del quadrante medio orientale a mutare la loro strategia di 180 gradi, ribaltando antichi equilibri consolidatissimi e, in alcuni casi, contribuendo a rompere i loro pregiudizi e la loro reciproca incomunicabilità. 
Il turco Erdogan con l'iraniano Ali Khamenei
Nell’azione di persuasione su ciascuno di questi attori è risultato decisivo, da parte russa, il fare leva su quanto sta a loro rispettivamente più a cuore e su cosa possa unire ciascuno di essi ad un altro partner della regione. 

Il neo-sultano turco Recep Tayyip Erdoğan, già sponsor di primo piano dell’ISIS, è stato convinto da Mosca ad abbandonare il progetto di destabilizzazione della Siria e a concentrarsi maggiormente sulla sua stessa sopravvivenza politica. 

Erdoğan si è trovato gioco forza costretto a prendere atto con l’incedere degli eventi che i suggerimenti di Putin andavano effettivamente incontro ai suoi interessi: dopo avere sventato (con il decisivo intervento di forze speciali russe) il tentativo di colpo di Stato atlantista che lo ha visto vittima nel luglio del 2016, egli ha progressivamente abbandonato l’obiettivo di eliminare dalla scena il siriano Assad, iniziando a preoccuparsi unicamente di scongiurare ad ogni costo la nascita di uno Stato curdo nei pressi dei suoi confini (come prefigurato da USA e Israele). 

Da ultimo, sempre con l’avallo decisivo di Mosca, lo stesso Erdogan ha avviato un patto di stretta cooperazione col regime degli ayatollah iraniani, anch’essi fortemente contrari alla nascita di un nuovo Stato curdo. 
Dunque, Turchia e Iran seduti ad uno stesso tavolo: uno scenario semplicemente impensabile soltanto fino a pochi mesi fa e reso possibile unicamente dai buoni uffici del Cremlino. 

Anche la monarchia del piccolo ma influente Stato del Qatar negli ultimi tempi ha cessato il suo sostegno alle milizie della galassia islamista già attive in Siria ed ha iniziato a trovare delle inedite convergenze strategiche con l’Iran: in ballo c’è la cogestione del più grande giacimento offshore di gas naturale liquido del pianeta, collocato a cavallo delle acque territoriali tra i due Stati dirimpettai nel Golfo Persico. 
A nulla sono valse le minacce di invasione da parte della monarchia saudita e la chiamata alle armi dell’Amministrazione Trump, entrambe furiose con Doha per la sua apertura a Teheran: in difesa dell’intangibilità del ricchissimo Qatar e della sua emittente pan-araba Al Jazeera sono immediatamente scesi in campo il Kuwait, l’Oman e la stessa Turchia di Erdogan, che si è detta disposta perfino a dislocare delle truppe di terra a protezione della monarchia degli al-Thani. 
L’immenso giacimento di gas naturale South Pars 
nel Golfo Persico sarà cogestito tra Qatar e Iran

Il governo di Mosca, al fine di chiudere il cerchio protettivo attorno al Qatar e anche per premiare gli al-Thani per la loro cessazione nell’appoggio ai miliziani islamisti attivi in Siria, ha recentemente cooptato la famiglia reale del piccolo staterello del Golfo Persico all’interno del gigante energetico russo Rosneft, facendole acquisire un quinto della proprietà azionaria. 

Su un altro versante, Putin è apparentemente riuscito a convincere anche il falco israeliano Benjamin Netanyahu a dovere accettare suo malgrado l’inedito scenario appena delineatosi nella regione, a cominciare dalla integrità dei confini della Siria laica e baathista di Assad e dall’uscita dell’Iran (primo nemico in assoluto per Israele) dall’isolamento internazionale. 

In cambio, il Presidente israeliano ha preteso la garanzia che qualsiasi futuro tentativo dello stesso Iran o degli Hezbollah libanesi di insidiare lo Stato sionista incontrerebbe la ferma contrarietà di Mosca. 

Ma il protagonismo russo è vicino ad esplicare i suoi effetti anche all’interno del malconcio campo palestinese, tra le cui fila parrebbe che Mosca si stia adoperando negli ultimi tempi per favorire una inedita riappacificazione tra la fazione islamista di Hamas (dominante a Gaza) e quella laica di Al Fatah (al potere nei territori della Cisgiordania), con la prospettiva di dare vita ad un inedito governo di unità nazionale palestinese. 
Anche l’Egitto, ossia il Paese arabo di gran lunga più popoloso, da quando è retto dal regime militare guidato dal maresciallo al-Sisi, ha iniziato a sperimentare delle inedite forme di cooperazione militare con Mosca del tutto impensabili solo fino a pochi anni fa, tenendo conto che l’Egitto è dipeso per 40 anni dalle forniture statunitensi sia in campo economico che militare. 

Per chiudere il cerchio di questo epocale mutamento di assetti nella regione ed a suggello dei suoi recenti successi militari, economici e diplomatici, il 5 ottobre scorso Putin ha ricevuto in pompa magna a Mosca, per la prima volta in assoluto nella storia dei due Paesi, il capo della famiglia reale saudita, l'ottantunenne Salman bin Abdulaziz Al Saud, che ha raggiunto la capitale russa in compagnia di un codazzo di ben 1.500 dignitari e cortigiani. 
La monarchia di Riyad negli ultimi tempi ha il fiato corto: per colpa del ribasso record del prezzo del petrolio, le entrate statali sono arrivate a toccare i minimi storici, minacciando la stessa sopravvivenza dei Saud. 
L’indipendentismo curdo è fortemente sostenuto da Israele 

Ecco che dunque anche per l’Arabia Saudita si è reso di importanza decisiva sperimentare una inedita intesa commerciale con il governo di Mosca, al fine di stabilizzare il prezzo del greggio. 
Comunque la si pensi sul nuovo protagonismo geopolitico russo e sui riflessi che esso produrrà negli equilibri globali, è indubbio che da quando Putin ha assunto le redini in mano nella regione medio orientale, si è determinato un nuovo assetto contraddistinto dalla stabilizzazione dei conflitti e dall’appianarsi di antiche e ataviche incomprensioni. 

Il vecchio disegno degli israeliani e dei neocons americani di ridisegnare il “grande medio oriente” a loro piacimento, con la distruzione dei vecchi Stati nazionali e con la loro suddivisione lungo linee di faglia etnico-religiose (sciiti/sunniti, arabi/curdi, ecc.) in questi ultimi tempi sembra avere subito un significativo arretramento: nonostante ciò, è verosimile che tanto a Washington quanto a Tel Aviv si seguiterà ancora a lungo a sostenere strumentalmente l’indipendentismo curdo quale principale fattore di destabilizzazione nella regione.

Sotto quest’ultimo punto di vista, palese e scoperto è stato il sostegno fornito da Israele al recente referendum secessionistico promosso dal governo regionale del nord dell’Iraq, controllato dal clan curdo dei Barzani. 
Per intanto, tutte le strade del medio oriente sembrano portare a Mosca». 

Continua »

Print Friendly and PDF

lunedì 16 ottobre 2017

PORTELLA DELLA GINESTRA: "IN QUESTO LUOGO SACRO"

[ 16 ottobre 2017 ]

Portella della Ginestra, venerdì 13 ottobre. 

Sul luogo ove il 1 maggio del 1947, venne compiuto l'eccidio terroristico contro il movimento contadino siciliano, militanti della Confederazione per la Liberazione Nazionale, assieme ai fratelli siciliani, giurano di raccogliere gli ideali dell'emancipazione del lavoro e della sovranità popolare.

Il Video più sotto.



Continua »

Print Friendly and PDF

LA LEGA NORD LAVORA PER LO STRANIERO di Sandro Arcais*

[ 16 ottobre 2017 ]

* Sandro Arcais fa parte del Coordinamento nazionale della C.N.L.

A me l’Italia, sin dal modo in cui si è formata 150 anni fa, non è mai piaciuta. Sin dall’inizio la sua classe dirigente si è distinta per l’ottusa difesa dei suoi privilegi, per l’esclusione, controllo e repressione delle masse popolari e lavoratrici, per il rifiuto costante di un vero riformismo (mica quello delle “riforme” strutturali con cui i ladri di parole da anni ci asfaltano i marroni), e infine per la sua naturale tendenza a vendersi/ci allo straniero pur di mantenere intatti quei suoi privilegi.

Detto questo, so che lo smembramento dell’Italia è l’ultima carta che sempre quella solita classe dirigente è disposta a giocare per continuare a conservare quei suoi privilegi. Non sembra ancora del tutto decisa a giocarla ora. Sta ancora calcolando costi e benefici. Per ora si mantiene ancora solidamente ancorata al “vincolo esterno” della Unione europea che continuerebbe a chiederci e a chiederci e a chiederci … (l’ultima cosa che ci starebbe chiedendo con urgenza sarebbe quella di spiare, controllare e impedire le comunicazioni elettroniche sul web dei cittadini italiani).

Ma c’è chi, evidentemente, la scelta di smembrare l’Italia l’ha già fatta. Non il grande capitale nazionale, bensì il piccolo e medio capitale lombardo-veneto.

Se osserviamo il referendum leghista “a livello terra”, questo non è paragonabile a quello catalano. Infatti, il referendum leghista è del tutto costituzionale: la Lombardia e il Veneto chiedono di far proprie tutta una serie di “materie di legislazione concorrente” che sono previste dall’art. 117 della Costituzione. Tra le altre materie di ordinaria amministrazione, nel suddetto articolo troviamo anche i “rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni”, il “commercio con l’estero”, “previdenza complementare e integrativa”, “coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario”. Io penso che non ci voglia un grande sforzo di immaginazione per immaginare in prospettiva le conseguenze per uno stato unitario e per la sua sovranità della piena e decisa applicazione da parte di una regione di queste prerogative. Per una regione, tra l’altro, dotata di potere economico reale.

Si dirà che il tutto si svolge all’interno ed è previsto dalla nostra Costituzione. Sì, ma quale Costituzione? L’articolo 117 della Costituzione era questo, e noterete la sollecitudine dei nostri padri costituenti nel precisare che «La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni». E di chi è figlio il nuovo articolo 117? Del centro-sinistra, che nel 2001 sotto il secondo governo di Giuliano Amato, vara la riforma del Titolo V della Costituzione, riforma che poi entra in vigore, a seguito di referendum confermativo a cui partecipò il 34% degli aventi diritto, con una maggioranza del 64% (il che significa che tale riforma è stata confermata da poco più del 20% degli aventi diritto, mentre l’assemblea che elaborò la Costituzione del 1948 fu votata da poco meno il 90% degli aventi diritto). Quello stesso centro sinistra che contemporaneamente ficcava a forza l’Italia nella gabbia (di matti) dell’euro, che cominciava l’opera di deflazione del lavoro e di smantellamento del welfare universalistico, che teorizzava il superamento degli stati-nazione all’interno di una federazione europea, che però … ancora non esisteva.



Ecco che allora, se ci solleviamo un po’ da terra e osserviamo il referendum leghista all’interno di un quadro più largo, quello che vediamo è un altro passo nel processo di dissoluzione dello stato italiano e della sua sovranità all’interno … di cosa? Qualcuno vede in piedi una federazione europea? O vede una qualche cosa di simile all’orizzonte? O ritiene che ci siano le condizioni per cui in tempi umani possa nascere qualcosa di simile? La mia risposta è no. E allora?

Allora il progetto è un altro. E per delinearlo non possiamo accontentarci delle dichiarazioni ufficiali dei protagonisti di questa vicenda. Dobbiamo avere prospettiva e mettere a fuoco cosa sia stata fin dall’inizio la lega, quali siano gli interessi in campo a livello europeo (vedi l’intervento di Massimo d’Angelillo al convegno Unione europea, Lavoro, Democrazia), come si muovano i comprimari in Italia. Di fronte a questo progetto, il grande capitale italiano tende a minimizzare e tranquillizzare oppure usa la classica arma di delegittimare e disprezzare il metodo democratico del voto. Come per la Catalogna, e in questo il referendum leghista si avvicina a quello catalano, è il capitale regionale a fare un altro passo verso “l’Unione europea delle Regioni” (avete capito? l’hanno messa dentro la costituzione italiana!).

Ecco perché affermo che la Lega (e i suoi alleati pentastellati e piddini) lavora oggettivamente per lo straniero, e nello specifico, per il teutonico. Non c’è bisogno di fare dietrologia o di immaginare complotti. Si tratta solamente di seguire i processi, di proiettarli nel futuro neanche tanto lontano, di unire i puntini. Naturalmente io parto dal presupposto che lo stato nazionale e la sua sovranità sia un valore da difendere, non per un astratto ideale, ma perché ci serve. Se tu che leggi, vaneggi di una Europa dei popoli o delle regioni, beh, non è che abbiamo molti terreni in cui incontrarci.

Di fronte a questo tentativo, la carta di un movimento popolare nazionale (che difende cioè gli interessi del popolo lavoratore italiano) è una sola: tornare alla costituzione del 1948, avviare un processo di applicazione integrale della stessa, aprire gli occhi sulla dura realtà che i nostri “alleati” sono i nostri peggiori nemici e di conseguenza cercarne di nuovi, a Oriente.

P.S. Vi chiederete, ma dov’è questo movimento popolare? 
Prima non c’era, ora c’è: Italia Ribelle e Sovrana.

Continua »

Print Friendly and PDF

domenica 15 ottobre 2017

PERCHÉ L'ITALIA RIBELLE E SOVRANA di Emiliano Gioia*

[ 15 ottobre 2017 ]

* Emiliano Gioia fa parte del Coordinamento nazionale della C.L.N. 

Perché non Italia Libera e Sovrana?
Perché il termine “Libera” esige pudicizia, bisogna essere puliti e soprattutto liberi, per usare questo aggettivo accanto al nome del nostro paese.

Come potremmo parlare di un'Italia Libera senza averla prima liberata?

Potrebbe essere un aspirazione, certo, chi non vorrebbe essere libero?
Ma chi può dirsi tale?
Nessuno al mondo può dirsi libero se nel mondo esiste anche solo una persona o un ente che può sindacare sulla sua esistenza.

Ci vuole pudicizia, bisogna saper arrossire parlando di libertà, avere un consapevole imbarazzo, nel pensare alle tante persone che oggi vengono sfruttate nel nostro paese. Bisogna arrossire pensando ai tanti nostri connazionali costretti ad espatriare per avere diritto al lavoro. Dobbiamo provare vergogna per i tanti nostri giovani che si arruolano e vanno a rischiare la vita in missioni di “pace”, alla ricerca di un riscatto sociale, indotto dal sistema consumistico.


Sui figli della nostra Italia tutto possiamo dire tranne che sono liberi.

Non siamo quelli che si dicono “puri”, in quella categoria ci si sono già infilati in tanti ed i posti sono esauriti, peccato penserà qualcuno di voi, meno male diciamo noi.

Meno male, perché noi con i “puri sgrillettatori della democrazia”, i cinque stelle, non abbiamo nulla a che spartire; meno male, perché con i “puri italici”, i “salviniani”, i “meloniani” non ci spartiremmo nemmeno l’aria di un parco; meno male perché tra i “puri” c’è tutta una masnada di sinistri figuri, ci sono quelli di Forza Italia i “forzisti”, troppa gente che parla di libertà con la stessa rapidità e leggerezza, con cui firma decreti criminali, salva lobby o salva banche, distruttori di generazioni di lavoratori e di diritti sociali, dai più elementari a quelli fondamentali.

Noi non siamo i bugiardi televisivi, né vogliamo esserlo, non siamo quelli che parlano alla nazione come dei venditori di pentole, non vi diremo mai quello che vorrete sentirvi dire, ma senza dubbio avrete da noi sempre e solo la verità, anche la peggiore delle verità.

Non useremo le statistiche, tanto care al sistema dei partiti, perché il capitale umano non è composto da numeri, è composto da donne e uomini.

Statisticamente ci farebbe comodo avere un nome più “vendibile”. Sarebbe più facile usare un termine accattivante come “Libera”, ma noi non vogliamo usare i metodi da mercanti della politica degli ultimi trent’anni, perché è anche a questa che ci ribelliamo.

Ribelle, questo deve essere il nostro paese!
Ribelli perché abbiamo dichiarato guerra al sistema economico mondiale; ribelli perché vogliamo che il nostro paese sia guidato dal nostro popolo, non dai soliti loschi figuri; ribelli perché vogliamo tornare alla bellezza, di una società giusta ed equa che riconosca i diritti degli uomini e delle donne che la compongono; ribelli perché non vogliamo più imposizioni da società sovranazionali che imperversano, facendo il buono ed il cattivo tempo, nella vita delle persone.
Ribelle al sistema che ha partecipato alla vita politica nel nostro paese fino ad oggi, con i metodi e gli strumenti promozionali succitati.

Non esistono partiti che non abbiano interessi in ambito economico.
Non esistono partiti che si mettano a disposizione del popolo e ne curino gli interessi.

Ed è evidente ormai il perché non esistano questi partiti, perché sono tutti teleguidati come droni, da oltre oceano o da Bruxelles.
Hanno lentamente stretto il cappio attorno al collo della nostra nazione, hanno fatto firmare trattati economici capestro dai fantocci che hanno messo alla guida dei nostri dicasteri, serrando mese per mese sempre più il nodo scorsoio e ogni anno tirano un po’.
Il nostro paese deve tornare ad avere la sovranità nazionale, senza se e senza ma, in funzione delle esigenze del nostro popolo e di tutti i popoli che abbiamo l’obbligo morale di aiutare.

Per questo insistiamo per la nostra Italia Ribelle e Sovrana.

Continua »

Print Friendly and PDF

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (752) euro (706) crisi (620) economia (509) sinistra (451) finanza (260) Movimento Popolare di Liberazione (241) sfascio politico (235) grecia (232) elezioni (224) resistenza (222) M5S (215) teoria politica (209) banche (203) internazionale (192) imperialismo (191) risveglio sociale (184) sovranità nazionale (170) Leonardo Mazzei (169) P101 (169) alternativa (167) seconda repubblica (167) Moreno Pasquinelli (150) Syriza (150) Tsipras (145) Matteo Renzi (126) antimperialismo (115) debito pubblico (108) PD (104) sovranità monetaria (102) marxismo (101) democrazia (100) destra (99) sollevazione (99) Grillo (93) spagna (93) berlusconismo (91) costituzione (91) proletariato (91) Francia (86) neoliberismo (86) islam (82) austerità (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (77) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Germania (72) Mario Monti (71) filosofia (71) sindacato (71) Stefano Fassina (68) bce (67) immigrazione (66) piemme (65) populismo (65) Libia (63) Alberto Bagnai (62) sinistra anti-nazionale (62) capitalismo (60) capitalismo casinò (60) guerra (60) Podemos (58) Rivoluzione Democratica (57) globalizzazione (57) programma 101 (56) Carlo Formenti (54) bancocrazia (54) rifondazione (53) Medio oriente (51) Sicilia (50) Siria (50) referendum (50) Alexis Tsipras (49) Movimento dei forconi (49) socialismo (49) CLN (48) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (48) Sergio Cesaratto (48) cinque stelle (48) fiat (48) immigrati (48) legge elettorale (47) sovranità popolare (47) Lega Nord (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) sinistra sovranista (45) geopolitica (44) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) Pablo Iglesias (42) Troika (42) Emmezeta (41) Yanis Varoufakis (41) astensionismo (41) campo antimperialista (41) solidarietà (41) moneta (40) Alitalia (39) proteste operaie (38) brexit (37) italicum (37) Diego Fusaro (36) liberismo (36) Matteo Salvini (35) Russia (35) sovranismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Marine Le Pen (34) Mario Draghi (34) egitto (34) immigrazione sostenibile (34) sionismo (34) azione (33) neofascismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Fiorenzo Fraioli (32) default (32) fiom (32) palestina (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Manolo Monereo (31) Mimmo Porcaro (31) Sel (31) fiscal compact (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Luciano Barra Caracciolo (30) Ucraina (30) Ugo Boghetta (30) Giorgio Cremaschi (29) Israele (29) Merkel (29) populismo di sinistra (29) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) xenofobia (27) Forum europeo (25) Lega (25) eurostop (25) nazione (25) Europa (24) Beppe De Santis (23) Karl Marx (23) Nello de Bellis (23) elezioni siciliane 2017 (23) ora-costituente (23) silvio berlusconi (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Donald Trump (22) Quantitative easing (22) Stato di diritto (22) finanziarizzazione (22) Aldo Giannuli (21) Chianciano Terme (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) scuola (21) Front National (20) Marcia della Dignità (20) Unità Popolare (20) ecologia (20) nazionalismi (20) repressione (20) uscita dall'euro (20) Lavoro (19) Nato (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) cina (19) fronte popolare (19) Fabio Frati (18) Izquierda Unida (18) Laikí Enótita (18) Regno Unito (18) Roma (18) Tunisia (18) USA (18) etica (18) iraq (18) keynes (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Mariano Ferro (17) Noi siciliani con Busalacchi (17) Pier Carlo Padoan (17) catalogna (17) nazionalizzazione (17) pace (17) razzismo (17) religione (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Jacques Sapir (16) Norberto Fragiacomo (16) Tonguessy (16) Venezuela (16) ballottaggi (16) euro-germania (16) vendola (16) Donbass (15) Emmanuel Macron (15) International no euro forum (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Renzi (15) coordinamento no-euro europeo (15) emigrazione (15) melenchon (15) piattaforma eurostop (15) storia (15) 15 ottobre (14) Cremaschi (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Luigi Di Maio (14) Monte dei Paschi (14) Vincenzo Baldassarri (14) Vladimiro Giacchè (14) iran (14) obama (14) patriottismo (14) salerno (14) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marco Mori (13) Marino Badiale (13) Movimento 5 Stelle (13) Stato Islamico (13) Virginia Raggi (13) acciaierie Terni (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Brancaccio (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Negri (12) Perugia (12) Putin (12) ambiente (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) internazionalismo (12) piano B (12) scienza (12) sciopero (12) senso comune (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Enrico Grazzini (11) Gennaro Zezza (11) Reddito di cittadinanza (11) Sandokan (11) Turchia (11) antifascismo (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) keynesismo (11) lotta di classe (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) D'alema (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) Wilhelm Langthaler (10) cattiva scuola (10) cosmopolitismo (10) cultura (10) decrescita (10) golpe (10) indipendenza (10) nazionalismo (10) presidenzialismo (10) tasse (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Alitalia all'Italia (9) Art. 18 (9) Bernie Sanders (9) Campagna eurostop (9) Costas Lapavitsas (9) Daniela Di Marco (9) De Magistris (9) Def (9) Dicotomia (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Risorgimento Socialista (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) analisi politica (9) bail-in (9) chiesa (9) diritti civili (9) europeismo (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) povertà (9) sindacalismo di base (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ilva (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Quirinale (8) Salvini (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) privatizzazioni (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Alternative für Deutschland (7) Argentina (7) Articolo 18 (7) Fausto Bertinotti (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Paolo Barnard (7) Papa Francesco (7) Pil italiano (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) classi sociali (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) derivati (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) trasporto aereo (7) trasporto pubblico (7) Alessandro Visalli (6) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Dino Greco (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) George Soros (6) Giuseppe Angiuli (6) Gran Bretagna (6) Italia Ribelle e Sovrana (6) M.AR.S. (6) Massimo Bontempelli (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Savona (6) Pisapia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Sandro Arcais (6) Sergio Mattarella (6) Stato (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) debitocrazia (6) fisco (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) questione nazionale (6) tecnologie (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) vaccini (6) Alberto Negri (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Dario Guarascio (5) Domenico Moro (5) Federalismo (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Franco Bartolomei (5) Franco Busalacchi (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Lenin (5) Maduro (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) automazione (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni 2018 (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) ideologia (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) migranti (5) pomigliano (5) populismo democratico (5) rifugiati politici (5) rivolta (5) salvinismo (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Carl Schmitt (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Cub Trasporti (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Dimitris Mitropoulos (4) Flat tax (4) France Insoumise (4) Frente civico (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Jeremy Corbyn (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Luca Massimo Climati (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Stato di Polizia (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) autodeterminazione dei popoli (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donna (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) facebook (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) il manifesto (4) il pedante (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) mediterraneo (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) risparmio (4) sociologia (4) spending review (4) spesa pubblica (4) tecnoscienza (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Africa (3) Alavanos (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Eos (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fronte Sovranista Italiano (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgia Meloni (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Macron (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Martin Heidegger (3) Marx (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Pardem (3) Partito tedesco (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Xarxa Socialisme 21 (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) donne (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2017 (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) trattati europei (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Aldo Zanchetta (2) Amando Siri (2) Angelo Panebianco (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cerveteri Libera (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Die Linke (2) Diem25 (2) Diosdado Toledano (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emiliano Gioia (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Gentiloni (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Giuliano Amato (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Jugoslavia (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luigi De Magistris (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Mauro Pasquinelli (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Papa Bergoglio (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Regioni autonome (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Rosanna Spadini (2) Rosatellum 2 (2) Rozzano (2) SPD (2) STX (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Ugo Arrigo (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) banche venete (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) curdi (2) decreto vaccini (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) forza nuova (2) frontiere (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) informatica (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) reddito di base (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) tecnica (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alessia Vignali (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dan Glazebrook (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia Clementi (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Laclau (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) Generale Pappalardo (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giorgio Gattei (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia Ribelle (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Minenna (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Mark Rutte (1) Mark Zuckerberg (1) Maroni (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) Nicaragua (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Portella della Ginesta (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quarto Polo (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) Ryan air (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stato nazione (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) animalismo (1) antisemitismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge Madia (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) legge di stabilità 2018 (1) leva (1) lex monetae (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) medicina (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) monetarismo (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no vax (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito democratico (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) recensioni (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra transgenica (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)